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Un grande segnale, qualificante la scultura
di Livio Benedetti, viene dai collezionisti
e dagli amatori d’arte, senza il tambureggiante,
altisonante accompagnamento che in questi
tempi segue la scultura.
La scultura di Benedetti viene da lontano,
con la sua manualità, con il mestiere
di scultore, e la scultura sua stessa ricorda,
anzi porta con se la grande scultura,
la grande scultura a tutto tondo, la scultura
a trecentosessanta gradi del passato,
nel contemporaneo.
La scultura di Benedetti, si impadronisce
del luogo in cui vive, crea il suo, proprio,
specifico spazio e impone la sua presenza.
Altro aspetto è l’ubbidienza delle mani
di Benedetti al suo pensiero e la capacità
dello stesso, lungo el tempo del fare
la scultura, di conservare con il metodo
del suo lavorare, il momento emozionante,
inventivo, intuitivo dell’opera, costantemente
intenso fino alla completa realizzazione
della scultura, fino all’ultimo, la patinatura.
Benedetti è nel suo tempo, questo tempo,
ma la sua scultura non tocca la cronaca,
il quotidiano, lo spettacolare, il soprendente,
l’evento, Benedetti è come il frantoio,
coglie l’olio, olio mediterraneo.
Nel suo lavoro non ci sono ambiguità,
sotterfugi, malintesi, scappatoie e non guarda
solo il passato e con il bagaglio del mestiere
del passato sulle spalle marcia nel presente
e vede lontano, il futuro.

Pino Castagna


Ce sont les collectionneurs et les amateurs d’art
qui qualifient la sculpture de Livio Benedetti.
Elle est porteuse de mémoire, avec son caractère,
sa manualité, elle n’oublie pas la grande sculpture,
s’accordant à la « ronde bosse » et s’inscrivant
dans le contemporain. La sculpture de Benedetti ajoute
au lieu une vraie présence.
Le travail de Livio Benedetti est le reflet évident
de sa pensée, toujours au service d’une émotion
intense et inventive.
Benedetti est bien « à son temps », le temps présent :
toutefois sa sculpture n’est pas touchée
par la chronique, le quotidien, le sensationnel,
le surprenant. Elle reste libre et indépendante.